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Canone agevolato ed accordi territoriali.

Ecco come funzionano

Sono partiti gli affitti agevolati. Le associazioni dei proprietari (in primis la Confedilizia) e degli inquilini (a patire dal Sunia), hanno completato la stesura degli accordi territoriali in tutte le 103 province italiane decretando la definitiva morte dell'equo canone, oggi sostituito dal sistema del doppio canale. Il nuovo regime offre infatti la possibilità di scelta tra "affitti liberi" da una parte e "agevolati" dall'altra.

Gli affitti per poter essere agevolati devono prendere come base gli accordi raggiunti tra le associazioni di proprietari ed inquilini. I vantaggi per i proprietari che vi ricorreranno sono principalmente di ordine fiscale. Viene infatti riservato uno sconto del 30% sulla tassa di registro e un abbattimento dell'Irpef, sugli affitti riscossi, del 40,5%. Inoltre, in tutti quei comuni che lo hanno deliberato (quasi tutti quelli delle grandi aree metropolitane), ci sarà una sensibile riduzione sull'I.C.I.
Gli inquilini godranno invece di affitti agevolati e della riduzione del 30% dell'imposta di registro. Gli altri benefici sono commisurati al reddito. Per chi ha un reddito inferiore ai 10.329,00 Euro annui vi sarà una detrazione di 330,53 Euro, da € 10.329,00 a 30.987,00; la riduzione si dimezza a 165,27 Euro.
In alternativa chi ha un reddito inferiore ai 12.395,00 Euro potrà chiedere ai comuni un "contributo in denaro" per sostenere le spese dell'affitto.
I contratti "agevolati" hanno una durata minima di 3 anni, con proroga predeterminata di 2 anni.

Contratti agevolati per "uso transitorio" e per "studenti"

Una novità è la possibilità di stipulare contratti agevolati per "uso transitorio" e per "studenti".
Sulla base dello schema generale le associazioni di proprietari e inquilini hanno stipulato accordi specifici per ogni singola provincia italiana. Vediamo gli aspetti più significativi dei vari accordi.
Canone. In ogni comune sono state stabilite fasce di canone minimo e massimo in relazione a vari parametri: posizione dell'appartamento, stato di conservazione, ecc… Per gli appartamenti posti in luoghi storico-artistici è previsto un aumento medio del 18%.
Superficie. Nella maggioranza dei casi si è convenuto che la superficie sia quella "calpestabile". Quindi, ad esempio, sono esclusi i muri.
Adeguamento Istat. In quasi tutti gli accordi c'è l'aumento automatico pari al 75% della crescita dell'inflazione calcolata dall'Istat.
Manutenzione. In molti accordi c'è la clausola che l'affitto viene maggiorato nell'eventualità di lavori straordinari di particolare rilevanza.
Alloggi arredati. In molti accordi, se l'alloggio è arredato in tutto o in parte, sono previsti meccanismi automatici di aumento percentuale (in media dell'11%) del canone.
Studenti. In tutte le città con sedi universitarie è possibile l'affitto "agevolato" agli studenti.
Transitori. Si possono stipulare contratti agevolati per periodi compresi tra i 6 e i 36 mesi. La stessa regola vale per quelli degli studenti.
Conciliazione. In tutti gli accordi è previsto il ricorso a una commissione di conciliazione per appianare eventuali contrasti tra proprietari e inquilini, senza ricorrere al giudice ordinario.


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