Perché
Ristrutturare?
Ristrutturare
non costa poco, ma può essere un buon affare, tanto che coinvolge
circa il 60% di tutta lattività edilizia. I costi per i lavori
di restauro possono variare da uno a oltre due milioni per mq. a seconda
del tipo di intervento, delle zone, della mano d'opera impiegata e
dei materiali usati. E possibile finanziare una ristrutturazione
con un prestito bancario, ma è consigliabile ricorrere ad un mutuo
solo se, in base ai preventivi, il costo supera i 50 milioni.
LA
RISTRUTTURAZIONE
La ristrutturazione o l'abbellimento della propria abitazione rappresenta
non solo l'esecuzione di lavori per creare un luogo adatto a soddisfare
i bisogni della propria famiglia, ma significa anche un importante
impiego dei propri risparmi. La ristrutturazione esalta infatti lo
sviluppo dei locali di servizio, degli impianti centralizzati, la
dignità architettonica, l'igiene.
Sotto la voce "ristrutturazione" sono compresi tutti gli
interventi che riguardano un edificio in una sua parte o nella sua
interezza, sia all'interno sia all'esterno.
Tipologie
di interventi:
Manutenzione ordinaria e straordinaria o "piccole opere";
Ristrutturazione con "grandi opere".
La distinzione
tra queste tre categorie ha due conseguenze pratiche:
Le "piccole opere" (manutenzione ordinaria e manutenzione
straordinaria) si realizzano senza bisogno di concessione edilizia
e quindi senza pagare oneri.
Le "grandi opere" prevedono il rilascio di una concessione
edilizia e quindi il versamento di oneri, in proporzione alla superficie
interessata e al tipo di edificio.
LA
MANUTENZIONE ORDINARIA
Trattasi di interventi su edifici già esistenti. Questa voce
comprende le cosiddette opere minori o "piccole opere" che
possono essere di due tipi:
interventi che riguardano parti limitate di un edificio;
interventi che restituiscono funzionalità a un edificio, perché
cadente o non abitabile.
Questi interventi possono interessare tutto il contenuto dello stabile.
Devono, però, mantenere sia l'aspetto esterno sia l'ingombro
precedenti.
Una delle caratteristiche di questo tipo di ristrutturazione è
che si realizza senza bisogno di concessione edilizia e quindi senza
pagare nulla al Comune. La manutenzione ordinaria si compie attraverso
le opere edilizie minori e costituisce la parte più consistente
degli interventi realizzati sugli edifici e sugli appartamenti.
I proprietari non devono così presentare alcuna domanda o segnalazione
al Comune. Sono però responsabili della regolarità del
lavoro, specie riguardo alle norme di sicurezza e di igiene. Gli impianti,
in particolare quelli elettrici e del gas, devono quindi essere realizzati
da personale qualificato, che deve certificare la conformità
alla legge.
All'interno dei fabbricati, per esempio, si possono così riparare
e rinforzare senza alcuna formalità parti della struttura,
delle murature e delle coperture, riparare e sostituire le finiture
interne delle costruzioni, installare doppi serramenti o cancellati
di sicurezza posti all'interno, installare o spostare pareti mobili,
rispettando però i rapporti di areazione e illuminazione previsti
dalla legge.
All'esterno dei fabbricati vengono considerate di manutenzione ordinaria
le seguenti opere:
rifacimento del tetto, riparazione e sostituzione dei pluviali e grondaie
anche con materiali diversi, purché non siano modificate le
caratteristiche tecniche delle coperture; ripristino
delle facciate con materiali aventi stesse caratteristiche e colori
di quelli preesistenti; riparazione
e sostituzione degli infissi e di serramenti esterni, di portoni,
cancelli, vetrine e parti di ingresso dei negozi, anche con materiali
diversi, purché non siano mutate le caratteristiche esteriori;
installazione
di grate al vano finestra; realizzazione
di posti auto al livello del terreno; interventi
di manutenzione del verde.
LA
MANUTENZIONE STRAORDINARIA
Tra le opere edilizie minori rientra anche la manutenzione straordinaria.
Comprende gli interventi riguardanti il consolidamento, il rinnovamento
e la sostituzione di parti della struttura, anche portanti, delle
costruzioni: per esempio i muri di sostegno, le architravi e le solette.
Nella manutenzione straordinaria rientrano anche le opere per la realizzazione
di servizi igienici e di servizi tecnologici, le opere di modificazione
dell'assetto distributivo, gli interventi sulle facciate dei fabbricati,
la portineria (ossia tutte le aree o le strutture al servizio di un
edificio), la creazione di cortili, giardini, verde pensile e verticale.
È considerata manutenzione straordinaria la trasformazione
di singole unità immobiliari in più unità immobiliari
e viceversa.
Per realizzare interventi di manutenzione straordinaria occorre presentare
un progetto edilizio, unito a una domanda di autorizzazione edilizia
o a una denuncia di inizio attività.
Va sottolineato che l'autorizzazione edilizia può essere ottenuta
anche implicitamente, con il cosiddetto silenzio-assenso, entro 90
giorni dalla presentazione della domanda.
Va ricordato però che i lavori di manutenzione straordinaria,
per rientrare nella categoria delle "piccole opere" non
debbono portare alla realizzazione di un edificio completamente diverso
per forma, aspetto e uso dal precedente.
È quindi importante verificare attentamente col progettista
che gli interventi rientrino effettivamente nelle categorie previste
dal Regolamento Edilizio.
RISTRUTTURAZIONE CON GRANDI OPERE
Sono compresi in questa tipologia tutti gli interventi che riguardano
un edificio nella sua interezza, sia all'interno sia all'esterno.
Sono cioè le trasformazioni che comportano cambiamenti sostanziali:
cambio d'uso, aspetto estetico, dimensione dell'edificio o addirittura
la ricostruzione dello stabile.
Questi interventi si considerano "grandi opere": per essere
realizzati hanno bisogno di una specifica concessione edilizia richiedendo
il versamento di un contributo all'Amministrazione Comunale.
Anche le nuove costruzioni si considerano grandi opere; così
per essere realizzate necessitano di una specifica concessione edilizia
e di un versamento a titolo di contributo al Comune.
Nella definizione di nuova costruzione rientrano:
la costruzione di nuovi edifici; l'ampliamento di edifici già
esistenti; l'installazione di prefabbricati e case mobili; gli interventi
per la realizzazione di parcheggi non pertinenziali (che possono cioè
essere costruiti e venduti liberamente).
MUTUO
E RISTRUTTURAZIONE
Ottenere un mutuo per ristrutturare la propria abitazione è
semplice. Infatti, oltre ai documenti di rito da presentare per l'acquisto
della casa (clicca qui) occorre raccogliere la seguente documentazione:
Manutenzione ordinaria: è sufficiente un "preventivo di
spesa" redatto dall'impresa che effettuerà i lavori o
da un professionista abilitato;
Manutenzione straordinaria: è necessario, oltre al "preventivo
di spesa" anche il progetto edilizio unito alla domanda di autorizzazione
edilizia al Comune, oppure la denuncia di inizio attività;
Ristrutturazione con grandi opere: sono necessari, oltre al "preventivo
di spesa" anche la concessione edilizia e la ricevuta del versamento
del contributo all'Amministrazione Comunale
Benefici
fiscali
Il
fisco agevola chi intende ristrutturare una casa in base alla L.449/97,
con detrazioni sullIRPEF sino al 41% sui seguenti lavori:
progettazione,
acquisto di materiali, esecuzione di lavori ed opere, prestazioni
professionali, relazione di conformità, perizie, IVA, oneri urbanistici
ecc. purché i lavori vengano eseguiti ed il pagamento avvenga con
le modalità previste dalla stessa legge.
LE
AGEVOLAZIONI FISCALI
Nel caso di mutui stipulati nel 1997 per la manutenzione o ristrutturazione
è detraibile dall'imposta sul reddito un importo pari al 19%
dei seguenti oneri:
interessi passivi;
oneri accessori;
quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione.
La detrazione è ammessa a condizione che i lavori abbiano inizio
nei sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipula del contratto
di mutuo e che l'unità immobiliare sia adibita ad abitazione
principale entro sei mesi dal termine dei predetti lavori.
L'importo massimo su cui calcolare la detrazione del 19% è
di 2.582,28 euro.
In caso di ristrutturazione è possibile detrarre (in 10 anni)
dall'IRPEF lorda il 41% delle spese sostenute per i lavori di manutenzione
ordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione e
altre opere per sicurezza, risparmio energetico e rimozione delle
barriere architettoniche. Le spese dovranno essere documentate secondo
quanto disposto dalla legge finanziaria.
L'agevolazione si applica per lavori compiuti entro il 31 Dicembre
2004 e su un ammontare complessivo di spesa non superiore ai 60.000
euro per ogni comproprietario o convivente nella stessa unità.
In caso di immobile ristrutturato dall’impresa venditrice l’importo
detraibile non potrà in questo caso superare il 25% della spesa
per l’acquisto.
Se i lavori sono una prosecuzione di interventi cominciati dopo il
1997 occorre tener conto anche di quanto già speso prima del
2004 per determinare il limite massimo dei 60.000 euro. Restano valide
le detrazioni stabilite nei precedenti anni per i lavori di ristrutturazione
effettuati e conclusi tra il 1998 e il 2003.
Restauro
e risanamento conservativo (Art.31, lettera C, legge 457/1978):
Sono
gli interventi rivolti a conservare lorganismo edilizio e ad
assicurarne la funzionalità con opere che rispettino gli elementi
tipologici, formali e strutturali delledificio, consentendo
destinazioni duso con esso compatibili. In tali interventi si
possono comprendere il consolidamento, il ripristino e il rinnovo
degli elementi costitutivi delledificio, linserimento
di elementi accessori e leliminazione degli elementi estranei
allorganismo edilizio.
Ristrutturazione
(Art.31, lettera D, legge 457/1978)
E
invece una vera e propria trasformazione dellorganismo edilizio,
con un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo
edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente (a differenza
del restauro), sostituendo elementi costitutivi delledificio,
modificandone o inserendone altri (I.V.A. al 10%).
Opere interne
Sono opere interne alle costruzioni
quelle non in contrasto con gli strumenti urbanistici (piano regolatore,
leggi, regolamenti edilizi comunali) e che non comportino aumenti
di sagoma della costruzione, né della superficie utile, che non modifichino
la destinazione duso dellunità immobiliare (ad esempio
da abitazione a ufficio) e non siano pericolose per la statica dellimmobile.
Vi
sono comprese anche le opere dirette a mantenere in efficienza gli
impianti igienico-sanitari e tecnologici (come quelli di riscaldamento
ed elettrici). LI.V.A. può essere variabile ma segue, in generale,
le regole della manutenzione straordinaria.
D.I.A.
(dichiarazione di inizio attività)
Fatte queste premesse, va detto che per i lavori di ordinaria manutenzione
non occorre alcuna comunicazione al comune, per la manutenzione straordinaria
e il restauro occorre una "Dia" (dichiarazione di
inizio attività gratuita) e per La ristrutturazione una concessione
edilizia (con pagamento degli oneri di concessione).
Per
poter iniziare i lavori, nella maggioranza dei casi (esclusa solo
la ristrutturazione), basta quindi che il professionista incaricato
(architetto, ingegnere o geometra) dichiari che le opere sono eseguite
in conformità alle norme urbanistiche. Questa
auto certificazione, cui va allegato il progetto e una relazione
sui lavori che si intendono realizzare, va consegnata venti giorni
prima che inizino i lavori. In caso di dichiarazione non veritiera,
il professionista, come incaricato di "pubblico servizio",
rischia pesanti sanzioni, e il committente paga una multa pari al
doppio dellaumento del valore dellimmobile dopo i lavori
e comunque non inferiore a un milione.
Per la ristrutturazione vera
e propria invece si fa domanda di concessione edilizia in comune,
e i funzionari devono approvarla o respingerla entro 75 giorni.
Se questo non accade, il cittadino
può chiedere che si provveda nei successivi 15 giorni. Trascorso
invano anche questo termine, ci si rivolge ad un commissario speciale,
che provvede a decidere (obbligatoriamente) in 30 giorni. Solo a questo
punto si possono iniziare i lavori.